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sabato 13 novembre 2010

Secondo amministratore locale che non teme di dissociarsi dalla linea ufficiale, la quale notoriamente vuole che tutto quello che si decide in alto vada bene anche in basso.

PADOVA. Aveva ragione il sindaco di Bovolenta Vittorio Meneghello a temere, dopo i danni dell'alluvione, quelli della burocrazia. Il Grande Fratello (quello vero, non la bischerata della tv) sta tirando il freno a mano: prima non c'erano i soldi, adesso che sono stati promessi dal governo bisogna dimostrare di aver avuto i danni per incassare, chissà quando, gli indennizzi. Gli uffici preparano i moduli da riempire, ma vogliono vedere le foto. Non vorrete che i soldi vadano ai soliti furbi.

Non avete fatto le foto? Che sbadati: vi mettete nella condizione peggiore per farvi aiutare. Ma si può fare ancora qualcosa per venirvi incontro: avrete conservato di sicuro le ricevute d'acquisto di tutta la roba che avete appena buttato. Chi non le conserva per almeno 5 anni e soprattutto non le perde durante un'alluvione che gli porta in casa un metro e settanta d'acqua? Solo i cretini. Allora siete salvi: potete dimostrare di essere alluvionati veri e non presunti. Il Burosauro vi toglierà dall'elenco dei furbi, dove mette tutti fino a prova contraria, per inserirvi nella lista degli aventi diritto a un equo indennizzo.

Chi pensa che si tratti di uno scherzo, sbaglia di grosso: questa è la cronaca tradotta in italiano di una riunione operativa tenuta ieri pomeriggio in Provincia a Padova, per individuare i criteri con cui intervenire in aiuto alle famiglie e alle aziende messe in ginocchio dalla rotta del Bacchiglione. Una quindicina i presenti, per Camera di commercio, Api, Ascom, Unindustria, Guardia di Finanza, Ebav, Comuni di Bovolenta e Casalserugo. Presiedeva l'assessore provinciale Mirco Patron, Pdl, sindaco di Campodarsego. Citiamo da un'unica fonte, il vicesindaco di Bovolenta Emiliano Baessato, che ha piantato la riunione e se n'è andato infuriato. Ma fanno due: dopo l'assessore provinciale Luca Fecchio zittito dal prefetto di Padova in una riunione a porte chiuse sabato scorso, è il secondo amministratore locale che non teme di dissociarsi dalla linea ufficiale, la quale notoriamente vuole che tutto quello che si decide in alto vada bene anche in basso.


La dissociazione di Bessato ha i seguenti motivi: «Sono amareggiato, più che infuriato: la Provincia parla di aprire un sito per i moduli, la Guardia di Finanza vuole le foto, la Camera di commercio non vuole impegnare il milione e mezzo già stanziato. Andrò in consiglio comunale a dire che gli unici soldi che vedranno pronta cassa a Bovolenta sono gli 80.000 euro del nostro avanzo di bilancio, 20.000 già impegnati per il distributore che rifornisce da 10 giorni le idrovore. Dirò alle aziende di cercare tutta la documentazione possibile dai commercialisti, di rovesciare i cassetti in cerca di pezze d'appoggio, altrimenti non vedranno una lira. Dopo i politici arrivano i burocrati, dopo lo Stato anche i privati e le associazioni di categoria creano problemi. Capisco l'esigenza di garantire sulla veridicità delle dichiarazioni, ma non in questo modo. L'emergenza richiedeva prima di tutto di pulire dal fango e bonificare le case, non di fare le foto».

Non c'è motivo di credere che i criteri individuati nelle altre province colpite dal disastro siano diversi. C'è da sperare in una virata da parte del presidente Luca Zaia, che il governo ha indicato ma non ancora nominato commissario all'emergenza. Ieri la questione alluvione ha tenuto banco all'assemblea dell'Anci a Padova, assieme alla dura trattativa con il governo per modificare la Finanziaria. Il maxi emendamento approvato alla Camera non piace ai sindaci: «Non c'è nessun alleggerimento della manovra», dice Chiamparino. D'accordo Gianni Alemanno: «L'impegno di Tremonti è venuto meno, ora è necessario un sub-emendamento».
12 novembre 2010
 da il Mattino

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