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lunedì 30 agosto 2010

LA VERA STORIA DE LA RUA di Annette Ronchin

ANNETTE RONCHIN


TI INVITA ALLO STORICO “ GIRO DE LA RUA “ CHE SI TERRA' A VICENZA SABATO PROSSIMO 4 SETTEMBRE 2010

RITROVO ALLE ORE 19.30 IN PIAZZA DEI SIGNORI TRA LE DUE COLONNELA VERA STORIA DE LA RUA

di Annette Ronchin


LA PRIMA RUA L'E' STA REALIXA' NEL 1270 CON NA RUA DEL CAROCIO DE' I PADOANI, CHE I VIXENTINI I GHE GA' PORTA' VIA DE NOTE, DURANTE LA GUERA FRA I DO COMUNI, NON PODENDO PORTAR VIA EL SIMBOLO DE LA CIVITAS PATAVINA I GA PREFERIO PORTARSE VIA LA RUA DEL CAROCIO PADOAN, CHE DOPO L'E' DEVENTA' EL SIMBOLO DE LA CITA' DE VICENXA E DE L'ORDINE DEI NODARI.

LA RUA DE VICENXA L'E' STA RICOSTRUIA PIU' OLTE: NEL 1444 E IN TEL XVI SECOLO SU DISEGNO DE ANDREA PALLADIO E FRANCESCO MUTTONI. LA RUA L'E' STA MESA SORA NA SCALINA', LA GIRAVA CON DELE CAREGHETE PARCHE' I PUTEI I ZUGAXE, DESORA LA GAVEA EL STEMA DEL COMUN VIXENTIN LA CROXE BIANCA IN CAMPO ROSO, ANCORA DEXORA, DRENTO ON CAPITELO, L'ALEGORIA DE LA JUSTIXIA E DESORA DE TUTO EL PENACIO, A LA VERTIGINOSA ALTEXA DE 24 METRI, ON PUTEO CON LA BANDIERA A SVENTOLA, COVERTO DA NA UMBRELA . AI FIANCHI DE LA JIUSTIXIA GHE JERA I ARMIGERI A SO DIFESA VESTII ALL'EROICA, SOTO DU ZOVENI SOLDA' DE COSTA DE LA RUA E DU A CAVALO AL COMINZIO DE LA SCALA.

PAR FAR EL ZIRO DE LA RUA DE VICENXA IN TEL ZORNO DEL CORPUS DOMINI GHE JERA 80 OMINI CHE I LA PORTAVA, E TRI OMINI PAR PARTE, I TEGNEA DE LE STANGHE LONGHE PAR NON FAR PERDARE L'EQUILIBRIO A LA GIOSTRA.CON EL GIRO DE LA RUA GHE JERA EL PALIO COME A SIENA E A ASTI

LA RUA DE VICENXA LA GA AVU' NA STORIA GLORIOSA DURA' DEPI DE SETE SECOLI, LA SE GA ADATA' AI SCOSONI DE LA POLITICA DAI FRANCESI AI ASBURGO, DAI SAVOIA AL VENTENIO FASISTA, QUANDO L'E' STA ABANDONA' PAR ANI DRENTO LE GALERIE DE MONTE BERICO, PROTETA DA LA MADONA FIN QUANDO NO L'E' STA UTILIXA DAI SFOLATI PAR SCALDARSE NEI BRUTI ANI DE LA GUERA.

I VIXENTINI PAR GNENTE CONTENTI DE AVERLA PERSA, I SE GA COSTRUIO LA RUETA CHE DAL 1949 LA FAXEVA EL GIRO DEL QUARTIER DE TRASTEVERE, IN TE LA PRIMA DOMENEGA DE SETEMBRE, PARTENDO DA SAN GIULIAN, LA PERCOREA CONTRA' PORTA PADOVA FIN CONTRA' SANTA LUZIA E DOPO LA RIVAVA A SAN PIERO, PORTA' DA 8 OMINI: QUATRO SOTO LA RUETA E DU A FIANCO CON DO STANGHE PAR TEGNERLA DRITA. LA PESAVA 400 KILI E LA RIVAVA FIN A 8 METRI DE ALTEXA. LA RUETA L'E' STA PORTA' IN GIRO FIN AL 1991 COL VEXILO BIANCO E VERDE E COI RAPRESENTANTI DE LE CONTRA' DE TRASTEVERE: I FASOLARI, I BOCALOTI,..CON DE CAO EL SINDACO DE LA CITA' DE VICENXA.



ANNETTE RONCHIN SETEMBRE MMX

giovedì 12 agosto 2010

martedì 3 agosto 2010

VICENZA CESA DEI SERVI . SANTA MARIA IN FORO SANGUE DI CRISTO

Vicenza. Niente esposizione della reliquia, almeno per il momento, con tutta probabilità neppure a settembre quando si festeggerà il bicentenario della Parrocchia dei Servi. C'era attesa, tanta, tra i devoti vicentini che si sono rallegrati a decine per l'eccezionale scoperta avvenuta una decina di giorni fa nella Chiesa dei Servi in Piazza Biade e rivelata dal nostro Giornale. Per la prima volta con una nota ufficiale la Curia, attraverso l'Ufficio per la Liturgia, interviene in merito al ritrovamento del reliquario contenente quello che per secoli è stato ritenuto essere il preziosissimo sangue di Cristo.


LA SCOPERTA. Un ritrovamento che ha creato grande interesse sia tra i fedeli in attesa dell'esposizione, che tra gli studiosi caratterizzato da molta cautela, ma tale da far partire in modo immediato uno studio sul versante storico-artistico da parte della Soprintendenza dei Beni Artistici e Storici del Veneto. Uno studio che, quando arriverà, sarà però solo un tassello in un percorso molto severo.

LE PREMESSE. La Chiesa vicentina ora interviene sul sito web della Diocesi: «Il ritrovamento presso la Chiesa dei Servi di una reliquia del genere, che era stata in passato (fino al 1938) oggetto di culto e devozione del popolo cristiano nella città di Vicenza e poi perduta, rappresenta un fatto certamente significativo per il legame che ha con la storia della comunità cristiana vicentina». Affermazioni pacate, aperte. Poco prima la nota aveva parlato della pratica di onorare le reliquie «non assimilabile ad una forma di superstizione, perché non è l'oggetto in se stesso al centro della devozione, ma la preghiera che ad esso si accompagna e la fede in Dio a cui la reliquia richiama». Dopo il Concilio Vaticano II in realtà la chiesa ha proceduto ad una verifica severa di molte reliquie per vagliarne l'autenticità storica e rendere più sicura la vera devozione, ma non ha cessato di mantenere verso questa forma di religiosità popolare grande attenzione. La nota ricorda che «è compito della catechesi svolgere questo servizio».

LA STORIA. L'Ufficio Liturgico fa anche un passaggio ricordando la presenza delle reliquie del sangue di Cristo presente in alcune chiese italiane ed europee e risalenti a tradizioni molto antiche, soffermandosi poi sul caso vicentino e sul legame di quella reliquia con la la storia della comunità cristiana locale.

LE VERIFICHE. Ma è sul finale che la nota viene al dunque: «Prima di ogni altra cosa è, tuttavia, necessario svolgere da parte della Diocesi una seria e approfondita verifica sia sul piano storico che teologico e pastorale per approfondire l'autenticità o meno della reliquia e di quanto contiene. Tale doverosa ricognizione dovrà essere sottoposta poi al vaglio della competente Congregazione del culto divino». La Soprintendenza ha in corso i suoi studi, dopodichè - da quanto si apprende - il Vescovo potrà optare per ulteriori approfondimenti. Quelli che faranno la differenza tra un pregevole pezzo di argenteria e una reliquia, con tanto di vaglio del Vaticano.

IL DIVIETO. «Nel frattempo - chiude - è opportuno che la reliquia resti riservata e non sia esposta alla vista e tanto meno al culto dei fedeli».



Roberta Bassan