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domenica 14 novembre 2010

Veneto Alluvione:i soldi arriveranno in cassa lunedì 15 novembre 2010.

VICENZA — Materialmente i soldi arriveranno in cassa lunedì. Fra tre giorni il commissario straordinario per l’emergenza alluvione, nonché governatore del Veneto, Luca Zaia, potrà aprire una contabilità speciale nella sede della Banca d’Italia a Venezia con risorse rese immediatamente disponibili dal ministero del Tesoro. Sarà allora, in quel preciso istante, che in Veneto si aprirà davvero la partita dei fondi per le imprese e i cittadini alluvionati. Come verranno ripartite? A chi andranno i primi soldi (se altri ne arriveranno)? Zaia non ha dubbi: «Priorità per imprese e famiglie. Ma tutto quello che verrà erogato sarà erogato in base a una precisa documentazione. Vigilerò perché non ci siano furbi. Non voglio che vengano fuori storie su rappresentanti istituzionali che si trattengono delle risorse. Non tmete: tutti verranno rimborsati secondo equità».
Le tappe Zaia sarà nominato commissario straordinario per la realizzazione degli interventi oggi con ordinanza del premier Silvio Berlusconi, di rientro dal G20 di Seul. Domani il provvedimento sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e già lunedì sarà operativo per i soldi. Zaia, ha spiegato l’ormai ex capo della Protezione Civile Bertolaso (appena pensionato) nel corso della sua informativa al Senato, «ha il compito di fare la stima dei danni provocati dall’alluvione. L’ordinanza inoltre stabilisce le modalità di indennizzo per chi ha subito danni e quelle per far ripartire l’attività economica. È prevista inoltre la sospensione dei mutui e una serie di agevolazioni fiscali». Una volta aperta la linea di credito nella Banca d’Italia spetterà a Zaia fare la ripartizione. Il governatore potrebbe decidere di gestire la cosa in prima persona con un provvedimento di riparto o procedere a individuare dei soggetti attuatori cui delegare la ripartizione. I comuni, ieri, hanno chiesto di essere in prima fila nella gestione dei fondi. La procedura, in effetti, prevede un coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali. Perché è vero che il commissario Zaia farà la divisione in base alla proporzione dei danni (esempio: Vicenza x, Casalserugo y, Verona z), poi saranno i sindaci a decidere, sempre in base alle schede tecniche, quanto prenderà tizio, quando prenderà l’azienda tal dei tali.
La stima Sindaci, privati cittadini, imprese, stanno compilando e consegnando in queste ore le schede tecniche che daranno diritto ai rimborsi. «La stima certificata dei danni al momento— spiega il responsabile veneto della Protezione Civile, Mariano Carraro—è già a 950 milioni di euro. Quindi sicuramente supereremo il miliardo di danni richiesti», cifra fatta da Zaia nei giorni scorsi.
Le risorse È chiaro che se già la conta dei danni arriva a superare i 950 milioni, il Veneto avrà bisogno di altre risorse. La visita di ieri del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stata letta in questa direzione. Zaia, all’uscita dal vertice vicentino, ha ringraziato il Capo dello Stato «perché con questa variante al suo viaggio ci ha permesso di riportare i riflettori sul nostro Veneto. Noi non abbiamo mai pianto, ma battuto i pugni sul tavolo: non siamo figli minori dell’impero. Ora ci servono opere infrastrutturali per mettere in salvo il nostro territorio. Spero che questa visita ci permetta di avere ancora delle risorse. Al Presidente chiediamo un aiuto su questo fronte: i veneti hanno ancora bisogno». La corsa alle risorse dello Stato, con tanti altri territorio alluvionati e disastrati da questa ondata di maltempo autunnale, ha messi in questi giorni anche un territorio contro l’altro, nel nome di priorità. Zaia, che si era sentito defraudato per i 250 milioni subito stanziati per il crollo di Pompei, ieri è tornato a parlare di Napoli riferendosi a un fatto curioso: la solidarietà dimostrata dai napoletani di «Altro sud» che stanno raccogliendo soldi per i veneti con una pizza «anti-alluvione»: «Ringrazio i ragazzi della pizza per la solidarietà—ha detto Zaia —. La politica è una cosa, la solidarietà è un’altra. E in questo momento ne abbiamo bisogno».
Sara D’Ascenzo
12 novembre 2010© 
RIPRODUZIONE RISERVATA
IL CORRIERE DELLA SERA 

Venga fatta la legge finanziaria e che vengano stanziati i soldi per rispondere all'emergenza

Vicenza, 13 nov. - (Adnkronos) - "La crisi e' evidente. E lo dice il fatto stesso che il governo non si sia accorto di un disastro naturale come l'alluvione del Veneto. Noi concediamo che venga fatta la legge finanziaria e che vengano stanziati i soldi per rispondere all'emergenza della tutela del territorio. Poi basta''. Lo ha detto il il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che oggi ha incontrato il sindaco di Vicenza, Achille Variati, e nel colloquio si e' impegnato perche' l'Idv in parlamento favorisca l'arrivo, nel piu' breve tempo possibile, delle risorse necessarie alle famiglie ed alle aziende colpite dall'alluvione.
"Ieri alla Camera - ha ricordato Di Pietro - la maggioranza e la Lega hanno bocciato il nostro emendamento che sospendeva le tasse per chi e' stato colpito dall'alluvione nel Veneto. Perche' non e' stato fatto, come per il terremoto dell'Aquila? Noi vorremmo che le risorse venissero messe subito, magari nella finanzaria che discuteremo a giorni. Spero proprio che venga ripreso in aula. Se loro fanno un emendamento che stanzia i soldi per il Veneto, anche se lo firma la Lega, noi di IdV glielo votiamo subito''.
''Il Governo dice che la sospensione delle tasse e le risorse possono venire decisi da un decreto di Zaia, nominato commissario per i danni dell'alluvione. Ma Zaia potra' gestire i soldi solo quando un atto del Governo li decretera' - ha sottolineato Di Pietro - Finche' a Roma non fanno un atto ufficiale, Zaia non puo' gestire nulla. La tutela del territorio, negli ultimi 50 anni in Italia, e' stata fatta in due modi. O dopo un disastro, spendendo molto di piu' di quello che serviva per mettere in sicurezza il territorio, oppure in modo saltuario, per qualche opera isolata, senza programmazione. Dovremo cambiare registro", ha concluso il leader Idv.
13/11/2010

sabato 13 novembre 2010

Vicenza esondazione 01.11.2010

Secondo amministratore locale che non teme di dissociarsi dalla linea ufficiale, la quale notoriamente vuole che tutto quello che si decide in alto vada bene anche in basso.

PADOVA. Aveva ragione il sindaco di Bovolenta Vittorio Meneghello a temere, dopo i danni dell'alluvione, quelli della burocrazia. Il Grande Fratello (quello vero, non la bischerata della tv) sta tirando il freno a mano: prima non c'erano i soldi, adesso che sono stati promessi dal governo bisogna dimostrare di aver avuto i danni per incassare, chissà quando, gli indennizzi. Gli uffici preparano i moduli da riempire, ma vogliono vedere le foto. Non vorrete che i soldi vadano ai soliti furbi.

Non avete fatto le foto? Che sbadati: vi mettete nella condizione peggiore per farvi aiutare. Ma si può fare ancora qualcosa per venirvi incontro: avrete conservato di sicuro le ricevute d'acquisto di tutta la roba che avete appena buttato. Chi non le conserva per almeno 5 anni e soprattutto non le perde durante un'alluvione che gli porta in casa un metro e settanta d'acqua? Solo i cretini. Allora siete salvi: potete dimostrare di essere alluvionati veri e non presunti. Il Burosauro vi toglierà dall'elenco dei furbi, dove mette tutti fino a prova contraria, per inserirvi nella lista degli aventi diritto a un equo indennizzo.

Chi pensa che si tratti di uno scherzo, sbaglia di grosso: questa è la cronaca tradotta in italiano di una riunione operativa tenuta ieri pomeriggio in Provincia a Padova, per individuare i criteri con cui intervenire in aiuto alle famiglie e alle aziende messe in ginocchio dalla rotta del Bacchiglione. Una quindicina i presenti, per Camera di commercio, Api, Ascom, Unindustria, Guardia di Finanza, Ebav, Comuni di Bovolenta e Casalserugo. Presiedeva l'assessore provinciale Mirco Patron, Pdl, sindaco di Campodarsego. Citiamo da un'unica fonte, il vicesindaco di Bovolenta Emiliano Baessato, che ha piantato la riunione e se n'è andato infuriato. Ma fanno due: dopo l'assessore provinciale Luca Fecchio zittito dal prefetto di Padova in una riunione a porte chiuse sabato scorso, è il secondo amministratore locale che non teme di dissociarsi dalla linea ufficiale, la quale notoriamente vuole che tutto quello che si decide in alto vada bene anche in basso.


La dissociazione di Bessato ha i seguenti motivi: «Sono amareggiato, più che infuriato: la Provincia parla di aprire un sito per i moduli, la Guardia di Finanza vuole le foto, la Camera di commercio non vuole impegnare il milione e mezzo già stanziato. Andrò in consiglio comunale a dire che gli unici soldi che vedranno pronta cassa a Bovolenta sono gli 80.000 euro del nostro avanzo di bilancio, 20.000 già impegnati per il distributore che rifornisce da 10 giorni le idrovore. Dirò alle aziende di cercare tutta la documentazione possibile dai commercialisti, di rovesciare i cassetti in cerca di pezze d'appoggio, altrimenti non vedranno una lira. Dopo i politici arrivano i burocrati, dopo lo Stato anche i privati e le associazioni di categoria creano problemi. Capisco l'esigenza di garantire sulla veridicità delle dichiarazioni, ma non in questo modo. L'emergenza richiedeva prima di tutto di pulire dal fango e bonificare le case, non di fare le foto».

Non c'è motivo di credere che i criteri individuati nelle altre province colpite dal disastro siano diversi. C'è da sperare in una virata da parte del presidente Luca Zaia, che il governo ha indicato ma non ancora nominato commissario all'emergenza. Ieri la questione alluvione ha tenuto banco all'assemblea dell'Anci a Padova, assieme alla dura trattativa con il governo per modificare la Finanziaria. Il maxi emendamento approvato alla Camera non piace ai sindaci: «Non c'è nessun alleggerimento della manovra», dice Chiamparino. D'accordo Gianni Alemanno: «L'impegno di Tremonti è venuto meno, ora è necessario un sub-emendamento».
12 novembre 2010
 da il Mattino

Giorgio Napolitano e lo scandalo dei rimborsi.

generazioneattiva | 30 novembre 2009
2004 - L'allora europarlamentare Giorgio Napolitano tallonato da un Giornalista tedesco sullo scandalo dei rimborsi spese di viaggio.
Video andato in onda in prima serata sulla tv tedesca il 17 Marzo 2004. Mai trasmesso né diffuso in Italia fino ad oggi.
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Napolitano come kapo Schulz, fa la cresta
di ENZO PIERGIANNI
Per un volo Roma-Bruxelles di 90 euro, otterrà un rimborso di 800, più altri 80 per il taxi e 268 come indennità di missione
BERLINO - Di tutto, di più. Nella rete dellinquisitore Hans-Peter Martin non è finito solo il barbuto Martin Schulz approdato alla notorietà per lo scontro con Silvio

Berlusconi al Parlamento Europeo nella seduta inaugurale del semestre italiano e promosso capolista del partito socialdemocratico tedesco (Spd) alle prossime elezioni

europee. La Rimborsopoli scatenata dalleuroparlamentare austriaco, spietato segugio a caccia di prove con micro- foni nascosti e microtelecamere, va oltre l

intrallazzo del gettone quotidiano di 262 euro di diaria incassato da una moltitudine di suoi
colleghi anche nei giorni senza sedute a Strasburgo e
Bruxelles. Fosse solo questo, dai conti fatti da Martin il salasso per le casse europee sarebbe limitato a poco meno di 2 milioni di euro, con una fetta di 5.500 euro

in quota allantiberlusconiano Schulz per le 21 firme abusive attribuitegli. Ma cè dellaltro. Leretico Martin, cacciato dal gruppo socialista non appena ha iniziato

a scoprire gli altarini, dichiara di avere localizzato un altro inghippo, quello dei rimborsi di viaggio, una mazzata per il bilancio dellEuroparlamento e quindi per

le tasche dei contribuenti europei. Martin è una miniera inesauribile, un fiume in piena che in nome dellonestà e della trasparenza sarebbe capace di sfondare

qualsiasi santuario e di prendersela anche col
Padreterno. Così in alto, ancora non ha osato. Ma tra i suoi bersagli spicca il pur sempre altolocato diessino Giorgio Napolitano, presidente della Commissione affari

costituzionali del Parlamento europeo. Il canale tedesco Rtl imbeccato da Martin lo ha filmato allaeroporto di Bruxelles. Cercavano un caso esemplare per mostrare a

milioni di telespettatori come, sfruttando la cieca generosità dei regolamenti, gli e u ro d e p u t at i possano ricavare il massimo con una minima spesa. Lunedì 15

marzo Napolitano viene intrappolato da una troupe di Rtl allaeroporto di Bruxelles appena sbarcato dal volo TV 703, partito da Roma, della Virgin Express, una di
quelle nuove compagnie con cui si vola a basso prezzo. Nel servizio di Rtl una voce fuori campo attacca così: «Per il volo di sola andata da Roma a Bruxelles, egli

(Napolitano) riceve un rimborso di circa 800 euro. La sera prima abbiamo guardato su Internet quanto costava quel volo: il prezzo, incluse tasse aeroportuali, era meno

di 90 euro. Tirate le somme, il parlamentare con un solo volo ha avuto un guadagno netto superiore a 700 euro, soldi che entrano puliti nelle sue tasche». Cosa

risponde Giorgio Napolitano? Boris Weber,inviato di Rtl a Bruxelles, lha tallonato nei corridoi dellEuroparlamento con microfono e telecamera spianati. Inutilmente.

Una scena da "Striscia la notizia", mancava solo il tapiro. Un minuto e 30 secondi di immagini dal vivo con Napolitano, doppiopetto grigio sbottonato, sempre più

sgusciante e incavolato nel vano tentativo di scrollarsi di dosso il curiosone teutonico. «I questori sono incaricati di fornire una risposta» alza la voce in

inglese. «Ma sono quattrini dei contribuenti» gli ribatte ostinato linseguitore. «Io rispondo solo ai contribuenti italiani» cerca di zittirlo Napolitano. Weber lo

molla solo quando Napolitano
minaccia di chiamare la polizia. Che a Bruxelles va giù duro coi ficcanaso della stampa. Recentissimo il caso del corrispondente di Stern, Hans-Martin Tillack, al

quale hanno perquisito casa e ufficio portandogli via tutto larchivio per scoprire i suoi sgraditi informatori nei Palazzi comunitari.[..]
Leggi tutto http://rassegna.camera.it/chiosco_new...
Da Libero - 10 Aprile 2004

Alluvione Sindaco " aiuti o sciopero fiscale"

«Sono sindaco e quindi sono un'istituzione che si raccorda con lo Stato. Pertanto se i soldi che ci sono stati promessi verranno inseriti in Finanziaria, e quindi entro 60 giorni, bene. Altrimenti sono d'accordo con lo sciopero fiscale. È evidente però che sarebbe gravissimo, perché significherebbe la rottura istituzionale di un territorio con lo Stato». Confessa tutto il suo pessimismo, Achille Variati, nell'ottavo giorno dall'alluvione di Ognissanti.
9/11/2010 IL GIORNALE DI VICENZA

Alluvione Vicenza, chi fu avvisato e chi no?

Vicenza, 12 nov. (Adnkronos) - ''Non siamo stati con le mani in mano aspettando che il fiume esondasse. Certo, non ci attendavamo una simile tragedia perche' con le informazioni di cui disponevamo non potevamo avere la consapevolezza di cosa avrebbe potuto accadere''. Le parole sono del sindaco Achille Variati che questa mattina a Palazzo Trissino, affiancato dall'assessore alla protezione civile, Pierangelo Cangini, il direttore generale del Comune, Simone Vetrano, e il comandante della polizia locale, Cristiano Rosini, ha illustrato il contenuto del fascicolo inviato spontaneamente questa mattina in Procura per tratteggiare un quadro dei fatti avvenuti fino all'alluvione ''a dimostrazione dell'assoluta trasparenza e collaborazione con la Procura'', ha sottolineato il sindaco.
''Si contano del resto molti danni - ha aggiunto -, ci sono state due vittime, anche se non nel nostro territorio, pur densamente abitato, ed e' quindi doveroso, ora, fare chiarezza''. Annunciando di aver dato disposizione questa mattina a Vetrano di svolgere un'indagine amministrativa interna per accertare le modalita' e i comportamenti tenuti fin qui dai diversi responsabili, soprattutto nell'ottica di un miglioramento delle procedure interne al Comune, relazioni dei dirigenti interessati alla mano, Variati ha ripercorso la cronologia dei fatti. Concentrandosi in particolar modo sulle 12 ore che precedono l'esondazione, a partire dalle 19.40 di domenica 31 ottobre, quando il responsabile amministrativo della protezione civile del Comune, l'ingegner Vittorio Carli, chiede alla polizia locale di controllare ogni due ore il livello del Bacchiglione a ponte degli Angeli.

martedì 9 novembre 2010

Vicenza e l'alluvione

martedì 9 novembre 2010


Vicenza e l’alluvione.

Dopo aver letto Ilvo Diamanti (luoghi comuni e la sottesa accusa è colpa della base americana), Ferdinando Bandini (la colpa è della campagna che si ribella alla città), il giudice (dovrei indagare tutti i veneti) mi sembra di poter fare delle considerazioni.



Il Veneto fin al 1796-97 privilegiava la fluvialità e la navigabilità anche se sempre più ipocritamente fino alla caduta causata proprio per questa metamorfosi in atto e progredita fino ad oggi e che continua. Certo il nostro ragionamento è quello di umani che campano 70 – 80 anni non è quello dell’infinito-creato per caso o per necessità a cui queste inezie non non interessano.



Ma vediamo con l’aiuto di Moro e G.B. Calderari cos’era Vicenza nel 1844 e come è avvenuta la ritirata della fluvialità dal quartiere Barche dove c’erano le barche e il porto, all’Isola ora Matteotti o Via ai viali Ceccarini Gallieno Galileo attorno al quartiere San Pietro, già fuori le prime mura urbiche. Na olta i padri disea:” Bisogna costruir su l’alto , e io non capivo né cos’era, né dove era. Dopo ho scoperto che tutta la civiltà in Veneto era stata coperta per millenni da palafitte per necessità – caso volontà del creatore , al contrario del resto della penisola, una ragione ci sarà pure stata. Ma i Francesi Napoleonici non si tirarono indietro a far consorzi di “modifica” per guadagnare campi. Impararono presto e bene la lezione dei Romani in veneto con le centurie. Dopo il 1814 anche gli Asburgo non si tirarono indietro con un enorme cimitero quello maggiore molto periferico, così i veneti onorerano meno i loro morti e si ricorderanno meno chi sono. Ma portarono il progresso della Ferrovia e formarono a Sud una di Vicenza la prima enorme diga da Est a Ovest. La ferrovia pratica un taglio profondo nella città. Succesivamente per dare spazio attorno alla Chiesa di San Pietro ci pensano i Savoia a murare i fiumi allontanado le lavandare immortalate “col cul par aria” dagli Alinari, non solo inventano due fiumi paralleli che non c’erano mai stati in città, il Bacchiglione e il Retrone. Via l’ansa di prà de nane con una sforbiciata urbanista. Ne fanno gli italiani in Veneto ne fanno, le Piarde Fanton e i Burci, vanno a finire nei toponimi ma li arrivano scuole che occupano tutta l’area “esondativa”, “in doe l’acoa va su e se sfogava”. Ma se qualcuno fa attenzione si fa venire in mente in fretta che Vicenza è un’isola circondata da acqua ma solo chi sta dentro le prime mura lo sa bene. Ma anche il ventennio ci da dentro e inventa il quartiere stadio “tuto soto de acoa” intorno a Casale. La Dc fa di meglio invade Parco Querini con una colata lavica di cemento quello che oggi chiamiamo ospedale. Sull’Isola sotto la Ferrovia c’era il cotorossi, adesso svetta il razionalismo dell’abbandonato palazzo di giustizia che sembra nessuno voglia più come il teatro di viale Mazzini dopo anni di polemiche per farli, vendendo per il primo la centrale del latte che i vicentini sapevano essere fonte di quattrini. Ma non è mai finita con l’ingegneria idraulica, oggi si può fare quello che si vuole, tanto abbiamo gli ingegneri disastri manager, che allonanano per una ipotetica bomba tutta la popolazione della città di Vicenza e poi si dimenticano di dare l’allarme per tempo quando il pericolo è reale. Ecco che il giudice dice che i Veneiti son tutti indagati o da indagare ahahhaahah, mi pare giusto, lo diceva anche Fedele Lampertico, “indagate indagate pure” ma il male fatto non sta nel cuore dei Veneti Vicentini Veronesi vilipesi e oltraggiati nel LAX S VENE XK e nella loro identità.







Renato De Paoli

sabato 6 novembre 2010

«Siamo ancora in piena crisi - precisa il prefetto Ennio Mario Sodano - entro le prossime 36/48 potrebbero verificarsi nuovi crolli arginali e nuove esondazioni»

Paul Humbert Brennan
La notizia choc è arrivata nel corso di una conferenza stampa organizzata nella tarda serata a palazzo Santo Stefano da Prefettura e Provincia. Solo 500 di questi si trovano attualmente nei vari centri di accoglienza allestiti in tutto il t...erritorio provinciale. I restanti hanno trovato accoglienza da amici o parenti. In campo anche tre nuove centrali operative (coordinate da quella allestita fin da subito in Provincia) dove opereranno accanto a forze di polizia, soccorritori e medici anche una equipe di psicologi. Le acque si stanno ritirando un po' in tutti i comuni colpiti. Purtroppo ci sono anche cattive notizie. «Siamo ancora in piena crisi - si è affrettato a precisare il prefetto Ennio Mario Sodano - entro le prossime 36/48 potrebbero verificarsi nuovi crolli arginali e nuove esondazioni». Ai padovani che hanno dovuto abbandonare la casa vanno poi da aggiungere i vicentini, sfollati almeno in 500, e i veronesi, 1200. Anche in questi casi la stragrande maggioranza ha trovato sistemazione da amici o parenti. Le situazioni più critiche si sono registrare a Cresole di Caldogno (Vicenza), a Monteforte d'Alpone (Verona), a Saletto e Casalserugo (Padova).Mostra tutto
8 ore fa .

PEGGIORAMENTO METEO : AVVISO METEO ARPAV DA SITO UFFICIALE

Segnalazioni

ATTENZIONE METEO: peggioramento tra domenica e lunedì mattina con precipitazioni diffuse anche a carattere di rovescio; quantitativi generalmente contenuti, più consistenti su zone centro-settentrionali e pianura nord-orientale; martedì nuovo impulso perturbato, probabilmente più intenso.

METEO VENETO


Domenica 7 Novembre
mattina


Domenica 7 Novembre
pomeriggio / sera


Lunedì 8 Novembre

Martedì 9 Novembre

Carta al suolo
Domenica 7 Novembre ore 12 utc



A cura del Dipartimento per la Sicurezza del Territorio
Centro Meteorologico di Teolo
Periodicità: annuale
Copertura: regionale
Frequenza: giornaliera

Sabato 6 Novembre 2010 - ore 13

Evoluzione generale

Per l'arrivo di una perturbazione da nord-ovest, sull'Europa nei prossimi giorni si approfondirà una depressione. Sul Veneto avremo spesso molte nubi, a parte qualche schiarita perlopiù temporanea, con frequenti precipitazioni in particolare sulle zone nord-orientali.

Tempo previsto


Pomeriggio/sera Sabato 6 Novembre

Tempo soleggiato sulle Dolomiti, specie quelle settentrionali e fino al pomeriggio; più a sud, per la presenza di foschie e di molte nubi basse, cielo in prevalenza molto nuvoloso o coperto salvo qualche possibile locale schiarita nel pomeriggio. Non si esclude qualche occasionale pioviggine, in particolare su Prealpi e aree adiacenti.

Domenica 7 Novembre

Stato del cielo: molto nuvoloso o coperto, dapprima per estese nubi basse e poi per nubi più compatte; diffusa presenza di foschie a bassa quota.
Precipitazioni: probabilità alta (80/100%) di fenomeni da sparsi a diffusi, specie nella seconda parte della giornata e sulle zone centro-settentrionali; probabili locali rovesci od occasionali temporali, specie dal pomeriggio sulla pianura orientale; limite delle nevicate sui 1700/2000 m, in lieve abbassamento a fine giornata.
Temperature: variazioni di carattere locale, più accentuate sulle Dolomiti specie nei valori massimi e più lievi altrove.
Venti in montagna (sopra i 1500 metri): sostenuti da sud-ovest.
Venti in pianura: sull'entroterra a tratti deboli e a tratti moderati, nelle prime ore dai quadranti nord-orientali, poi da quelli meridionali; sulla costa perlopiù dai quadranti meridionali, nelle prime ore da deboli a moderati, poi da moderati a sostenuti.
Stato del mare: da poco mosso a mosso, anche molto mosso a fine giornata sul settore orientale.



Lunedì 8 Novembre

Stato del cielo: tempo instabile, con cielo spesso molto nuvoloso e schiarite più significative nel pomeriggio sulle zone occidentali.
Precipitazioni: fenomeni più diffusi sulle zone centro-settentrionali, in diradamento dal pomeriggio; probabili locali rovesci od occasionali temporali, specie sulla pianura orientale; limite delle nevicate in abbassamento fino a 1000-1300 m, specie sulle Dolomiti.
Temperature: variazioni di carattere locale, più accentuate sulle Dolomiti e più lievi altrove; prevarrà in genere una contenuta diminuzione.
Venti: almeno a tratti ancora sostenuti dai quadranti meridionali, specie in quota e sulle zone meridionali.



Martedì 9 Novembre

Cielo in prevalenza molto nuvoloso, salvo parziali schiarite più probabili sulla pianura centro-meridionale. Precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio od occasionale temporale, con limite delle nevicate dapprima sui 1000-1300 m o localmente più in basso e poi in innalzamento fino a 1300-1600 m specie sulle Prealpi. Contenute variazioni di carattere locale nei valori termici.

venerdì 5 novembre 2010

090428 La città nella morsa dell'acqua

100505 Allarme piena a Vicenza: il Bacchiglione a livello 5 mt e 20 cm

Vicenza alluvione piena Bacchiglione- 1-11-2010.avi

vicenza 01-11-2010 alluvione bacchiglione viale trento.mp4

Maltempo in Veneto, la situazione a Cresole di Caldogno (Vicenza)

La situazione a Cresole tre giorni dopo l'alluvione (video di Delfino Sa...

Dona agli alluvionati del Veneto

Zona madonnina Monteforte

San Bonifacio - ponte Motta - alluvione maltempo 1.11.2010

(01.11.2010 Alluvione) A4 Monteforte D'Alpone - VR

Fotografie disastro fiume Alpone e piena progno Illasi.

San Bonifacio - Monteforte d'Alpone A4 alluvione maltempo 1.11.2010

devastazioni alluvione Veneto

ALLUVIONE a VICENZA 1 - NOVEMBRE - 2010

Shockanti immagini dall'alto dell'alluvione a Vicenza

alluvione Vicenza ( Cresole di Caldogno

Cresole vicenza alluvione

Alluvione Vicenza: a Caldogno arriva l'esercito

Alluvione Governo Berlusconi dichiara lo Stato di Emergenza per il Veneto.

Alluvione Veneto: video elicottero sopra Casalserugo 2

Maltempo in Veneto: De Poli, solidarietà alle famiglie, basta tagli a in...

Alluvione Vicenza: tutte le ultime immagini dell'emergenza

Governo Berlusconi dichiara stato emergenza in Veneto.

12:57 05 NOV 2010

(AGI) - Venezia, 5 nov. - "Ringrazio il Governo per la celerita' e la sensibilita' dimostrata nell'assumere una decisione importante rispetto al disastro che ha colpito il Veneto. E' un buon segnale, anche se siamo solo all'inizio di un grande e non facile percorso per riportare alla normalita' i territori devastati dall'alluvione". Lo sottolinea il presidente della Regione Luca Zaia, informato della decisione assunta inConsiglio dei Ministri di dichiarare lo "stato di emergenza" per le avversita' atmosferiche dal 31 ottobre al 2 novembre. "Siamo di fronte ad una situazione di estrema gravita' - ribadisce Zaia - con 3 morti, piu' di 3.000 sfollati, 500.000 persone colpite in diverso modo, 131 Comuni interessati, con gravi danni alle arginature, alle strade, alle case dei cittadini ed alle aziende. Purtroppo oggi possiamo anche confermare che le stime dei danni del pomeriggio di ieri trovano conferma: almeno un miliardo di euro". La richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza era stata formalizzata dallo stesso Zaia nel pomeriggio di ieri. (AGI) Cli/Ve/Pgi

giovedì 4 novembre 2010

Zaia: «Danni per un miliardo di euro Veneto ignorato dai media nazionali»

IL BILANCIO

Zaia: «Danni per un miliardo di euro
Veneto ignorato dai media nazionali»

20:39  POLITICAIl governatore Zaia: stiamo scoprendo nuovi punti di crisi, bisogna fare squadra.

Maltempo TRENI, RIAPERTE TRATTE

TRENI, RIAPERTE DUE TRATTE - Dalla mattinata i treni sono tornati a percorrere le linee Vicenza-Schio e Vicenza-Treviso.

Maltempo: Riaperta completamente l'A4.

(ANSA) - VENEZIA, 4 NOV - E' stata completamente riaperta al traffico, dopo la chiusura per allagamenti dei giorni scorsi, la A4 nel tratto Montebello (Vicenza)-Soave (Verona).

Gia' ieri sera la circolazione era ripresa in entrambi i sensi di marcia, seppure con limitazioni rispetto alla totale ampiezza delle tre corsie, per la presenza del cantiere di ripulitura dell'asfalto. Oggi l'arteria e' stata riaperta del tutto, sia in direzione Milano che in quella per Venezia. Il traffico attualmente e' regolare. (ANSA).

Maltempo Provincia Vicenza stanzia 2,5 mln di Euro

ltro | 04/11/2010 | ore 17.51 »

Maltempo: da Provincia Vicenza 2,5 mln di euro per strade e dissesti

Vicenza, 4 nov. (Adnkronos) - Due milioni e mezzo di euro per le emergenze causate dall'alluvione. Li ha messi a disposizione stamattina la Giunta Provinciale, riunita in seduta straordinaria. Saranno destinati, sin da subito, alla sistemazione di strade e dissesti idrogeologici, con priorita' a due tipologie di interventi: messa in sicurezza di situazioni che costituiscono pericolo per l'incolumita' degli abitati e delle persone e sistemazione delle vie di comunicazione attualmente ostruite che isolano quartieri e che rappresentano l'unica via di collegamento per il traffico veicolare.
''La lista delle priorita' non e' ancora pronta - precisa il presidente della Provincia Attilio Schneck - in questi giorni la situazione e' in continua evoluzione per cui dal punto di vista tecnico e' necessario aspettare per intervenire in maniera piu' mirata. Per ora provvediamo a tamponare le emergenze e teniamo monitorato il territorio con costanti sopralluoghi''.
Una lista che non sara' facile stilare, visto che sono tante le aree colpite del vicentino, con fronti franosi talvolta anche molto ampi e con famiglie e contrade isolate. Una prima valutazione, effettuata dall'Assessore alla Difesa del Suolo Giovanni Forte con i tecnici provinciali, ha portato ad una stima dei danni per oltre 20milioni di euro.

MALTEMPO: VICENZA CHIEDE A GOVERNO SOSPENSIONE DELLE TASSE

mercoledì 3 novembre 2010

Sacchetti contro l'Alluvione a Monteforte d'Alpone

Alluvione Monteforte Soave (2 Novembre 2010)

Alluvione Monteforte Soave (2 Novembre 2010)

Monteforte d'Alpone: alluvione del 1 novembre 2010

Inondasion vicentino - A4 interota

VicenzaPiù, Attilio Schneck dopo l'incontro con Bertolaso

VicenzaPiù, cittadini e negozianti sull'esondazione del Bacchiglione

VicenzaPiù, Cangini, protezione civile e il Dal Molin

VicenzaPiù, Giulio Bertolaso a Vicenza per l'alluvione

VicenzaPiù, Giulio Bertolaso a Vicenza per l'alluvione

Alluvione a Vicenza Prefetto Fallica

Alluvione a Vicenza Prefetto Fallica

Alluvione Vicenza: tutte le ultime immagini dell'emergenza

Alluvione a Vicenza immagini 01 11 2010

ALLUVIONE A VICENZA: Isola Vicentina

Alluvione Vicenza Contrà San Marco

Alluvione Vicenza Via 4 novembre

ALLUVIONE A VICENZA 1/11/2010

ALLUVIONE A VICENZA 4 - ORE 17.mp4

Alluvione a Vicenza 01 11 2010

Alluvione a Vicenza 01 11 2010

ALLUVIONE A VICENZA

ALLUVIONE A VICENZA Unità operativa 2 XI

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PREVISIONI METEO di Mercoledì 3 novembre 2010 delle ore 16 Fonte ARPAV

Mercoledì 3 Novembre 2010 - ore 16

Evoluzione generale

La depressione che ha interessato il Veneto si sposta verso sud lasciando spazio ad un campo di alta pressione che porterà tempo buono specie in montagna ma con presenza di nebbie in pianura e nelle valli.

Tempo previsto


Pomeriggio/sera Mercoledì 3 Novembre

Inizialmente ampi tratti di sereno su gran parte delle zone montane e pianura occidentale mente il cielo risulta ancora parzialmente nuvoloso sulla pianura centro orientale; con il passare delle ore schiarite via via più ampie ovunque fino a cielo sereno o poco nuvoloso ovunque. Nelle ultime ore formazione di foschie e nebbie in pianura e nelle valli. Temperature serali in diminuzione.

Giovedì 4 Novembre

Stato del cielo: in prevalenza sereno o poco nuvoloso con transito di sottili velature; in pianura e nelle valli presenza di foschie e nebbie anche dense che tenderanno a dissolversi nelle ore più calde per poi riformarsi in serata.
Precipitazioni: assenti.
Temperature: in pianura e nelle valli minime in diminuzione anche sensibile e massime senza variazioni di rilievo; in quota in lieve aumento.
Venti in montagna (sopra i 1500 metri): da deboli a moderati nord occidentali.
Venti in pianura: deboli di direzione variabile.
Stato del mare: quasi calmo o poco mosso.



Venerdì 5 Novembre

Stato del cielo: in montagna sereno o poco nuvoloso; in pianura e nelle valli prealpine solo parzialmente soleggiato per presenza di foschie, nebbie e nubi basse in parziale attenuazione nelle ore centrali della giornata.

Precipitazioni: assenti.

Temperature: in pianura e nelle valli minime senza variazioni di rilievo, massime in lieve diminuzione in pianura e stazionarie nelle valli; in quota temperature in ulteriore aumento.




Sabato 6 Novembre

In montagna cielo inizialmente sereno o poco nuvoloso ma con tendenza ad aumento della nuvolosità nel corso della giornata, in particolare per nubi alte. In pianura e nelle valli prealpine ancora presenza di foschie, nebbie e nubi basse soprattutto nella prima parte della giornata a cui seguirà un aumento anche delle nubi alte. Temperature senza variazioni di rilievo.

Consiglio dei Ministri sta provvedendo a dichiarare lo stato di emergenza per le zone del Veneto colpite

IL SOLE 24 ore.it
In una riunione in Prefettura di Verona sull'emergenza maltempo, il capo del Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso ha riferito che venerdì prossimo in Consiglio dei Ministri si provvederà a dichiarare lo stato di emergenza per le zone del Veneto colpite e, successivamente, con ordinanza saranno stanziate le prime risorse che serviranno a coprire le spese sostenute per gli interventi in emergenza e per le prime attività di ripristino.
Ammonta, intanto, a 10 milioni di euro una prima stima dei danni provocati all'agricoltura veneta dal maltempo fatta dalla Coldiretti. La Regione Veneto ha già stanziato 2 milioni per fronteggiare l'emergenza. Particolarmente colpiti i settori agricoli del tabacco, dell'orticoltura e della produzione di funghi.
«Questa mattina abbiamo stanziato due milioni di euro per fronteggiare l'emergenza maltempo che ha colpito il Veneto». Lo ha annunciato il presidente della Regione, Luca Zaia al termine della riunione di giunta. Zaia ha anche firmato lo stato di crisi per attivare tutti gli strumenti che la Regione ha a disposizione.
La Banca Popolare di Verona (Gruppo Banco Popolare) ha stanziato, dal canto suo, un plafond complessivo di 100 milioni di euro. I finanziamenti concessi a valere sul plafond, rimborsabili in 60 mesi a un tasso agevolato e senza spese di istruttoria, sono destinati sia ai privati, per far fronte ai danni subiti dagli immobili, sia alle imprese del territorio per permettere il ripristino della normale attività. Il maltempo ha interessato 121 comuni del Veneto. In alcune del vicentino sono caduti oltre 500 millimetri di pioggia.

Diamo i fondi per i 150 dell'unità d'Italia agli alluvionati in Veneto


A Zattra Bruno e altri 8 amiciSole Soccol
Lidia Berlose
Giorgio Roncolato
Massimo Busato
Luca Margotto
Giuliana D'Olcese
Francesca Ferronetti
Giacomo Mirto
piace Diamo i fondi per i 150 dell'unità d'Italia agli alluvionati in Veneto.
Dirottiamo i fondi per i 150 anni dell'unità d'Italia per l'emergenza alluvione Venezia, 2 Novembre 2010 La gravissima situazione che stiamo vivendo in queste ore con migliaia di veneti sfollati e danni incalcolabili alle cose può essere tra gli altri p...resa a spunto di riflessione sulle polemiche in seno alla maggioranza di governo della Regione Veneto relative agli stanziamenti finanziari a favore della celebrazione dei 150 anni di Unità d'Italia. Si tratta di centinaia di migliaia di euro che sommate agli stanziamenti previsti da altri enti pubblici (stato, e altri enti locali)possono arrivare per il veneto ad alcuni milioni di euro. Al di là di qualsiasi polemica politica o storica crediamo che debba essere presa in considerazione la proposta di istituire subito un fondo per l'emergenza alluvione dirottando su questo anche i fondi originariamente a festeggiamenti che poco hanno a vedere con il veneto a partire da un dato storico: il Veneto entra a far parte del regno d'Italia (nonostante aver vinto la guerra contro i Savoia con le battaglie di Custoza e Lissa) nel 1866, cioè 144 anni fa'. Quindi per eventuali celebrazioni, sempre se i veneti ne sentissero il bisogno, ci sarebbe poi tempo. Meglio quindi dare un segnale alle decine di migliaia di persone che stanno vivendo in queste ore una tragedia impensabile, con un contributo per le famiglie e le comunità colpite da parte delle istituzioni venete che possa alleviare le situazioni di enorme disagio che si dovranno affrontare nelle prossime ore. Per i VENETI Patrik Riondato

martedì 2 novembre 2010

Maltempo alluvione news aggiornamento Vicenza 2 novembre 2010

MALTEMPO/VENETO: GALAN, 400 MLN PER DIFESA TERRITORIO

MALTEMPO/VENETO: ZAIA, RINGRAZIO BANCHE CHE HANNO DECISO AIUTO AI CITTADINI

Regione Veneto ha fatto un primo stanziamento di 2 milioni di euro

Maltempo Vicenza Variati "Mancata comunicazione di un’allerta meteo"

Auto e beni intrappolati senza che sia  stata avvisata la popolazione di metterli in salvo. Bastava diffondere dei messaggi. Interpellato l'Ing, Vittorio  Carli  della protezione civile del Comune di Vicenza afferma che l'allarme è stato diramato con megafoni  già la domenica sera a cura del Comando  Vigili Urbani. In pochi l'anno sentito. Così centinaia di auto sono sate completamete coperte dall'acqua e dal fango. I Vigili del Fuoco non riescono a rispondere alla chiamata di aiuto per svuotare i garage. Forse potranno intervenire domani mercoledì 3 novembre 2010. Intanto si ricorre ella pompe dei privati chi può e chi trova.

Il giornale.it
di marino smiderle
Il sindaco, Achille Variati, immortalato mentre aiutava la gente a mettere i sacchetti di sabbia quando ormai i mobili degli appartamenti a pien terreno dei quartieri più vicini al fiume galleggiavano per le stanze, se l’è presa con la mancata comunicazione di un’allerta meteo che, se spedita in tempo utile, avrebbe perlomeno permesso di evacuare in tempo le zone più esposte. L’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto assicura di aver avvisato la Regione ma, visto il week end lungo, può essere che qualcuno abbia sbagliato indirizzo. Una polemica che verrà, forse, chiarita nei prossimi giorni.

Per quel che riguarda il Vicentino, al di là della preoccupazione degli studiosi per l’Olimpico, il primo provvedimento adottato dal Provincia, Prefettura e Comune è stato quello di tenere chiuse tutte le scuole per la giornata di oggi. Non è solo una questione cittadina, ovviamente. Le cause primarie dell’alluvione di Vicenza stanno, è proprio il caso di dirlo, a monte. Le centraline di Recoaro Terme, per dire, hanno registrato nei giorni scorsi quantitativi record di pioggia cumulata, arrivando a 350 millimetri. Se poi ci aggiungiamo l’innalzamento della temperatura che ha provveduto a sciogliere immediatamente la prima neve scesa la scorsa settimana, ecco spiegato il motivo per cui fiumi e torrenti della zona non sono più stati capaci di contenere l’eccezionale portata d’acqua. Il paradosso ha voluto che la prima requie per Vicenza città arrivasse a danno di Cresole, nel comune di Caldogno, a nord del capoluogo: il Bacchiglione qui ha provocato danni gravi (si è temuto per la vita di un uomo, sceso in cantina durante l’esondazione, poi ritrovato sano e salvo all’ultimo piano) ma, nel contempo, ha sgonfiato il flusso all’interno della città. Dove peraltro è stato necessario organizzare l’evacuazione degli ospiti della Caritas, dei nomadi di viale Cricoli, oltre ad altre centinaia di vicentini rimasti momentaneamente senza casa. Con circa 2.500 veronesi pronti a seguire la stessa sorte nei comuni di Caldiero, Belfiore e Monteforte d'Alpone.

Maltempo (ANSA) - VICENZA, 2 NOV - ''La situazione e' grave ma sotto controllo'': lo ha detto il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso.

(ANSA) - VICENZA, 2 NOV - ''La situazione e' grave ma sotto controllo'': lo ha detto il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso.
Dopo aver sorvolato Verona e Vicenza in elicottero per rendersi conto dei danni causati dal maltempo in Veneto, ha confermato che ''dalle 4 di stamane 300 militari sono al lavoro fra Vicenza e Verona. A questi - ha spiegato - si aggiungono 400 vigili del fuoco e circa 1000 volontari''. ''Mi pare che la risposta dello Stato sia stata immediata e adeguata'' ha concluso.(ANSA).

Maltempo Vicenza Scuole superiori rimarranno chiuse anche mercoledì 3 novembre.

corrieredelveneto.corriere.it
Vicenza Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso intanto arriva in Veneto. È quanto annuncia una nota della Protezione Civile. Dopo un sorvolo della provincia di Verona, il Capo Dipartimento è stato in Prefettura a Vicenza. Il sopralluogo è stato deciso dopo l’attività di monitoraggio effettuata dalla sala situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile con le regioni, i sindaci e le prefetture delle zone che hanno registrato criticità sul proprio territorio a causa delle forti piogge e delle esondazioni dei corsi d’acqua. Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha chiesto l’intervento dell’esercito per far fronte all’emergenza legata al maltempo che lunedì ha causato l’allagamento di circa il 30% del centro cittadino. A Vicenza e in alcuni comuni della provincia, come in alcune aree del veronese, le scuole restano chiuse. Il sindaco Variati ha ricordato di aver avuto nel corso della notte colloqui con Bertolaso e ha spiegato che l’esercito potrebbe essere utilizzato per aiutare le tantissime persone ancora bloccate nelle loro case e in tutte le opere per riportare la situazione alla normalità. E' prevista una riunione della giunta comunale per la valutazione della richiesta di stato di calamità. Le scuole superiori rimarranno chiuse anche mercoledì 3 novembre.

Maltempo Vicenza Bertolaso "La situazione e' grave ma sotto controllo"

DA AGI NEWS ON
Il capo del Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha visionato dall'elicottero Verona e Vicenza per fare un primo bilancio sui danni provocati dal nubifragio: "Mi pare che la risposta dello Stato sia stata immediata e adeguata - ha dichiarato - Adesso dobbiamo risolvere il problema della popolazione che in alcuni punti non e' ancora raggiungibile". "La situazione e' grave, ma sotto controllo", ha aggiunto Bertolaso che ha spiegato che "dalle quattro di questa mattina 400 militari sono al lavoro fra Vicenza e Verona per affrontare l'emergenza. A questi si aggiungono 400 vigili del fuoco e circa 1000 volontari".

MALTEMPO Bertolaso oggi in Veneto richiesta di stato di calamità

da Repubblica.it
MALTEMPO  Bertolaso oggi in Veneto


Padova aspetta la pienaIl Capo della Protezione Civile: "La risposta dello Stato è stata pronta e immediata". A Vicenza il livello dell'acqua comincia a scendere. Il sindaco: "Potrebbe arrivare l'esercito". Si cerca un disperso. La preoccupazione è ora per l'afflusso delle acqua del Bacchiglione.



PADOVA - Ore di ansia per il maltempo. Il fulcro della preoccupazione è ora in Veneto. Si comincia a respirare a Vicenza, dove il livello dell'acqua ha iniziato a scendere, ma è Padova a tenere col fiato sospeso: si aspetta l'arrivo della piena del Bacchiglione tra alcune ore. Al momento c'è ancora ottimismo nella città euganea, anche se sugli argini del fiume, dove è rimasto a lungo anche il sindaco Flavio Zanonato, si osserva l'acqua salire costantemente. Rimangono infatti oltre due metri di sicurezza prima del superamento del cordone arginale. Le preoccupazioni sono per alcune case in zona golenale, nel quartiere Paltana, ormai lambite dal fiume. I punti più delicati lungo il tratto cittadino del Bacchiglione sono presidiati da vigili del fuoco e uomini della protezione civile. La speranza è che la piena passi senza causare danni.

by renato de paoli


Intanto il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha chiesto l'intervento dell'esercito per far fronte all'emergenza legata al maltempo che ieri ha causato l'allagamento di circa il 30% del centro cittadino. Stamane è arrivato in Veneto il responsabile della Protezione civile, Bertolaso. Dopo aver sorvolato Verona e Vicenza in elicottero per rendersi conto dei danni causati dal maltempo, Bertolaso ha detto che "La situazione è grave ma sotto controllo". "Dalle 4 di questa mattina 400 militari sono al lavoro fra Vicenza e Verona per affrontare l'emergenza. A questi - ha assicurato Bertolaso - si aggiungono 400 vigili e 1000 volontari. Mi pare che la risposta dello Stato sia stata immediata e adeguata. Adesso dobbiamo risolvere il problema della popolazione che in alcuni punti non è ancora raggiungibile".

by renato de paoli e anna maria



In alcuni comuni della provincia, come in alcune aree del veronese, le scuole oggi restano chiuse. Il sindaco Variati ha spiegato che l'esercito potrebbe essere utilizzato per aiutare le tantissime persone ancora bloccate nelle loro case e in tutte le opere per riportare la situazione alla normalità. Oggi è prevista una riunione della giunta comunale per la valutazione della richiesta di stato di calamità

Allarme per un disperso. L'uomo è di Caldogno - il paese invaso dalle acque del Bacchiglione. Si pensava fosse stato salvato ieri mattina, invece mancano ancora notizie. La persona tratta in salvo dai pompieri in mattinata a Cresole di Caldogno è in realtà un altro uomo, anch'egli allontanatosi dai familiari senza avvertire. Del cinquantenne di Ceresole che era sceso nella cantina di casa mentre il fiume stava tracimando, al contrario, non c'è traccia. E a questo punto la preoccupazione per la sua sorte è alta. La Prefettura di Vicenza ha confermato che sono in corso le ricerce. I vigili del fuoco, a bordo di mezzi anfibi, continueranno per tutta la notte i controlli, nella speranza di individuarlo.

Emergenza nel pordenonese: immediato stanziamento di 200.000 euro

da RAI NEWS 24
Bertolaso in Veneto


Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, oggi sara' in Veneto. Dopo un sorvolo della provincia di Verona, il Capo Dipartimento si rechera' alle ore 09.30 circa alla Prefettura di Vicenza. Il sopralluogo e' stato deciso dopo l'attivita' di monitoraggio effettuata dalla sala situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile con le regioni, i sindaci e le prefetture delle zone che hanno registrato criticita' sul proprio territorio a causa delle forti piogge e delle esondazioni dei corsi d'acqua.



Un disperso in provincia di Vicenza. Esonda il Bacchiglione

Notte relativamente tranquilla a Vicenza e in provincia dopo gli allagamenti diffusi di ieri. Il limite del fiume, secondo fonti dei vigili del fuoco, e' sotto controllo. Ma e' Padova a tenere il fiato sospeso, con la piena del Bacchiglione.


Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha chiesto l'intervento dell'esercito per far fronte all'emergenza legata al maltempo che ieri ha causato l'allagamento di circa il 30% del centro cittadino.

Preoccupazioni per Caldogno, il paese maggiormente investito dall'esondazione del Bacchiglione, dove numerose famiglie non hanno potuto ancora essere raggiunte dai soccorritori. E' qui che si segnala un disperso: si tratta di un 75enne - non un uomo di 50 anni come appreso inizialmente - Giuseppe Spigolon, che i familiari hanno visto l'ultima volta mentre scendeva nella cantina di casa.


I pompieri hanno tentato per due volte, con un mezzo anfibio, di raggiungere l'abitazione, ma sono stati sempre respinti dalla violenza della corrente. Si spera che l'uomo sia riuscito a mettersi in qualche modo in salvo, pur non potendo ancora uscire dalla casa accerchiata dall'acqua.


Il fiume Bacchiglione ha rotto gli argini in localita' Roncajette. Allagamenti sono stati segnalati dai vigili del fuoco tra Ponte San Nicolo' e Casalserugo. Diverse le famiglie evacuate. Allagamenti anche in zona golenale, nel quartiere Paltana, alla periferia di Padova. Nessun problema invece per il centro storico patavino.


by renato de paoli



Interrotta la circolazione sull'A4

La pioggia in Veneto ha allagato alcuni tratti autostradali, in particolare riferisce il compartimento della polizia stradale del Veneto, la A4 Serenissima resta chiusa a Montebello, provincia di Vicenza, per chi proviene da Venezia, e a Soave, provincia di Verona, per chi proviene da Milano.



In uscita a Montebello sono segnalati invece solo rallentamenti in direzione di Milano. Per i veicoli provenienti da Venezia - ricorda la polstrada - è obbligatorio uscire al casello di Montebello e si consiglia di percorrere la strada per Lonigo - Cologna Veneta - Soave e rientrare in A4. Per i veicoli provenienti da Milano permane la deviazione obbligatoria in località Verona verso la A22 del Brennero in direzione Modena A1 - A13 Bologna - Padova.



Stato d'emergenza a Pordenone

D'intesa con il presidente della Regione, Renzo Tondo, il vicepresidente e delegato alla Protezione civile, Luca Ciriani, ha dichiarato lo stato di emergenza a seguito delle forti piogge che si stanno abbattendo da circa 48 ore sul Pordenonese, causando allagamenti ed interruzioni alla viabilità. Parallelamente Ciriani con proprio decreto ha anche disposto l'immediato stanziamento di 200.000 euro per far fronte ai primissimi interventi di emergenza sul territorio.

CIAMBETTI ASSESSORE REGIONE VENETO A VICENZA ASPETTA BERTOLASO

STAMPA.it
Il sindaco di Vicenza chiede


l'intervento dell'esercito

Un disperso a Caldogno

Migliorano i fiumi in Lombardia

nuove frane in Liguria



ROMA

Si comincia a respirare a Vicenza, dove il livello dell’acqua ha iniziato a scendere, e dove oggi è previsto l’arrivo del responsabile della Protezione civile, Bertolaso.,Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha invocato l’intervento dell’esercito per far fronte all’emergenza che ieri ha causato l’allagamento di circa il 30% della città. Stamane, a Vicenza, in alcuni comuni della provincia, e in alcune aree del veronese, le scuole restano chiuse. Il sindaco Variati ha detto che l’esercito potrebbe essere utilizzato per aiutare le tantissime persone ancora bloccate nelle loro case e in tutte le opere per riportare la situazione alla normalità.



Da Padova a Caldogno, un uomo disperso e l'A4 interrotta

Oggi è Padova a tenere il fiato sospeso: il Bacchiglione ha rotto gli argini in località Roncajette, e allagamenti sono stati segnalati dai vigili del fuoco tra Ponte San Nicolò e Casalserugo. Diverse le famiglie evacuate. Allagamenti anche in zona golenale, nel quartiere Paltana, alla periferia di Padova. Resta intanto interrotta la circolazione sulla A4 tra Montebello e Soave in entrambi i sensi di marcia. Caldogno è il paese maggiormente investito dall’esondazione del Bacchiglione, dove numerose famiglie non hanno potuto ancora essere raggiunte dai soccorritori. È qui che si segnala un disperso: si tratta di un 75enne - non un uomo di 50 anni come appreso inizialmente - Giuseppe Spigolon.

Leogra presso Torrebelvicino 1 novembre 2010

lunedì 1 novembre 2010

The Veneto cut in half. La Vénétie réduit de moitié.

 Traduzione google traslat


The Veneto cut in half. In the middle of the river water that wiped out roads, bridges and houses. More than 2 thousand displaced persons in Verona. Verona and Vicenza provinces most affected. San Bonifacio Soave and between two small rivers have overflowed, the Tramigna el'Alpone. The A4 was shut in both directions. Compromised ordinary roads, state and county. The policy talks about the buildings and announced that it is the biggest emergency faced in recent years. The Civil Protection in Sarmazza location near Monteforte Alpone, has decided to break its banks to avoid greater risks. In San Bonifacio have been closed two bridges in Motta and Villabella. A thousand families have no electricity. The Garda concern. Malcesine a landslide looms over the country, in the same valley Chiampo in Vicenza. And in the near Vicenza, there have been serious trouble. The Bacchiglione it overflows in the city. And part of the historic center is underwater. Citizens who had not been warned they are stuck at home. In Verona, however, a concern is that the South has reached the alert level. Even if you have not been reported by the prefecture floods. Zevio and Lower areas most at risk. "At the moment - they explained yesterday evening by the Red Cross - Code 3 remains active in the province of Verona, which has provided more than 50 volunteers four ambulances. Volunteers from Ceredigion, Bardolino, Verona city, San Bonifacio, Pescantina, St. Ambrose and Peschiera are setting up a shelter for the displaced with 100 beds at the indoor stadium of San Bonifacio, serving the IDPs of the municipalities of Soave, Monteforte d'Alpone. In the evening, the civil protection order to evacuate completely Monteforte to avoid unnecessary risks. More than 2 thousand people. 400 beds in the summer indoor stadium. Other areas of luck. With an emergency that continues to evolve by the hour.

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Traduzione Google traslate
La Vénétie réduit de moitié. Au milieu de l'eau du fleuve qui a anéanti les routes, ponts et maisons. Plus de 2 000 personnes déplacées à Vérone. provinces de Vérone et Vicence les plus touchés. San Bonifacio Soave et entre deux petites rivières ont débordé, le el'Alpone Tramigna. L'A4 a été fermée dans les deux sens. Compromis ordinaires des routes, des États et des comtés. Les discussions politiques sur les bâtiments et a annoncé qu'elle est la plus grande urgence face ces dernières années. L'emplacement de la protection civile dans Sarmazza près de Monteforte Alpone, a décidé de rompre ses banques pour éviter des risques plus importants. Dans San Bonifacio ont été fermés deux ponts à Motta et Villabella. Un millier de familles n'ont pas d'électricité. Le souci de Garde. Malcesine un glissement de terrain plane sur le pays, dans la même vallée Chiampo à Vicenza. Et dans les près de Vicence, il ya eu de sérieux ennuis. Le Bacchiglione elle déborde dans la ville. Et une partie du centre historique est sous l'eau. Les citoyens qui n'avaient pas été prévenus, ils sont coincés à la maison. A Vérone, cependant, une préoccupation est que le Sud a atteint le niveau d'alerte. Même si vous n'avez pas été signalés par les inondations préfecture. zones Zevio et du Bas-plus à risque. «À l'heure actuelle - ils expliqué hier soir par la Croix-Rouge - Code 3 reste active dans la province de Vérone, qui a fourni plus de 50 bénévoles quatre ambulances. Des bénévoles de Ceredigion, Bardolino, la ville de Vérone, San Bonifacio, Pescantina, saint Ambroise et Peschiera sont la mise en place d'un refuge pour les personnes déplacées de 100 lits à l'intérieur du stade de San Bonifacio, au service des personnes déplacées des municipalités de Soave, Monteforte d'Alpone. Dans la soirée, l'ordonnance de protection civile pour évacuer complètement Monteforte d'éviter des risques inutiles. Plus de 2 000 personnes. 400 lits dans le stade d'été couverte. D'autres domaines de la chance. Avec une situation d'urgence qui continue à évoluer à l'heure.

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da GD NOTIZIE
Il Veneto tagliato in due. In mezzo il fiume d’acqua che ha cancellato strade, ponti e case. Più di 2mila gli sfollati nel veronese. Verona e Vicenza le province più colpite. Tra San Bonifacio e Soave sono tracimati due piccoli fiumi, il Tramigna e l’Alpone. L’autostrada A4 è stata chiusa in entrambe le direzioni. Compromessa anche la viabilità ordinaria, statali e provinciali. La politica parla dai palazzi e annuncia che si tratta della più grande emergenza affrontata negli ultimi anni. La Protezione civile in località Sarmazza, nei pressi di Monteforte d’Alpone, ha deciso di rompere gli argini per evitare rischi maggiori. A San Bonifacio sono stati chiusi i due ponti a Motta e Villabella. Un migliaio di famiglie sono senza elettricità. Anche il Garda preoccupa. A Malcesine una frana incombe sul Paese, stessa cosa in val di Chiampo nel vicentino. E proprio nel vicino vicentino ci sono stati guai seri. Il Bacchiglione è esondato in città. E una parte del centro storico è sott’acqua. I cittadini che non erano stati avvertiti sono rimasti bloccati in casa. A Verona, invece, a preoccupare è l’Adige che ha raggiunto il livello di guardia. Anche se non sono state segnalate dalla prefettura ondate di piena. Zevio e la Bassa le zone più a rischio. «Allo stato attuale – hanno spiegato ieri in serata dalla Croce Rossa – rimane attivata in codice 3 tutta la provincia di Verona, che ha messo a disposizione più di 50 Volontarie 4 ambulanze. I Volontari provenienti da Cerea, Bardolino, Verona città, San Bonifacio, Pescantina, Sant’Ambrogio e Peschiera stanno allestendo un centro di accoglienza per gli sfollati con 100 posti letto presso il Palasport di San Bonifacio, al servizio degli sfollati dei Comuni di Soave, Monteforte d’Alpone». In serata l’ordine della Protezione civile di evacuare completamente Monteforte per evitare rischi inutili. Più di 2mila persone. Circa 400 posti letto all’estiti nel Palasport. Altri in zone di fortuna. Con un’emergenza che continua ad evolvere di ora in ora.